Anni fa, per le organizzazioni no-profit (termine allora inesistente), il bollettino era l’unico mezzo per farsi pubblicità e raccogliere donazioni; i più fortunati riuscivano a elemosinare un aiuto per piccole campagne promozionali, ma l’audience non era mai molto vasta.
I video sono mezzi di comunicazione molto efficaci e numerose organizzazioni di volontariato hanno iniziato a sfruttare le possibilità di YouTube, che ha dedicato alle onlus una sezione con tutte le indicazioni su come creare un canale no-profit senza spendere un euro. Gli esempi sono innumerevoli, ne cito solo alcuni. Greenpeace è l’associazione no-profit che ha avuto maggior successo su YouTube, con oltre 26 mila visualizzazioni del canale italiano, ma anche Telethon ha raccolto una discreta audience (oltre 8.700 accessi). I videogiochi fanno bene o fanno male? Gli esperti non sono mai giunti a una conclusione definitiva, ma quel che oggi possiamo affermare con certezza è che alcuni videogame possono “fare del bene”. Come nel caso di Stop child labour, il gioco interattivo pubblicato sul sito del Cesvi, per promuovere l’educazione come soluzione alla piaga del lavoro minorile. Lo scopo dei giocatori è quello di togliere il maggior numero di bambini dallo sfruttamento nelle piantagioni di cotone, per mandarli a scuola.
ARGOMENTO SEMPLICE (?)
Da qualche mese mi occupo della vetrina tecnologica del mensile Club3. Per il numero di luglio sono andato alla ricerca di prodotti eco-compatibili. Non farò anticipazioni (la rivista costa soltanto 2 euro e 60 centesimi, secondo me vale la pena acquistarla e darle un'occhiata), ma durante l'indagine e l'analisi dei materiali sono emerse alcune cose interessanti.
Twitter è un servizio di microblogging, una sorta di blog che guarda all’essenzialità e, al tempo stesso, un Social network per condividere esperienze; il nome deriva dal termine onomatopeico “tweet”, corrispondente inglese del nostro “cip” (“to tweet” significa “cinguettare”) Si calcola che nel mondo siano oltre 3 milioni i tweet – gli aggiornamenti del proprio status – pubblicati ogni giorno; gli utenti possono autorizzare altre persone (followers) a ricevere i propri messaggi e, a loro volta, richiedere lo stesso trattamento (following) ad altri utenti.
Dall’esterno, Twitter può sembrare l’ennesimo strumento per riversare in Rete il proprio ego e non si capisce quale interesse possano suscitare le gesta e i pensieri di chicchessia. In realtà, come tutte le applicazioni Web più recenti, il successo è spesso decretato dal talento. Bisogna essere abili e possedere una straordinaria capacità di sintesi per riuscire a stuzzicare i propri followers. Vip e politici sono i più assidui utilizzatori di Twitter, perché è un canale diretto – e praticamente unidirezionale – per comunicare con i propri fan e i propri elettori (Barack Obama lo ha sfruttato moltissimo in campagna elettorale e continua tuttora a utilizzarlo).
Questo efficiente quanto rapido sistema per la circolazione di messaggi si è rivelato utile anche per fini giornalistici. Durante l’attacco terroristico a Mumbai (ma anche in occasione del terremoto in Abruzzo), sono giunte via Twitter numerose informazioni in tempo reale, provenienti da testimoni oculari. In America c’è molto interesse da parte dei media attorno a questa nuova forma di comunicazione più sintetica e forse più adatta a catturare l’attenzione di un pubblico sempre più distratto.
Twitter macina record di mese in mese (vedi grafico in basso). In Italia sono circa 3.000 le registrazioni, fra i quali spiccano quelle di alcuni enti pubblici, come il Comune di Torino, o l’Azienda trasporti di Roma. Al momento Twitter non è ancora economicamente redditizio e non genera ricavi. Ma è di buon auspicio il grande interesse dimostrato dalle imprese, che ne intravedono delle potenzialità come strumento pubblicitario e di comunicazione aziendale. C’è da scommettere che presto sarà il bilancio di Twitter a cinguettare di felicità.

L’andamento degli accessi al sito Twitter.com; rispetto a un anno fa sono aumentati addirittura del 3.000 per cento, superando quota 17 milioni. Nemmeno il celeberrimo Facebook è riuscito ad avere questi tassi di crescita.