Nei prossimi mesi è prevista la nascita di nuovi operatori telefonici che, con la telefonia, hanno ben poco da spartire.
È in arrivo una vera e propria invasione di sim – le piccole schede contenute nei cellulari – offerte dai più svariati soggetti: non solo compagnie telefoniche, ma anche alcune società della grande distribuzione. Probabilmente saranno proprio le catene di ipermercati – Coop, Conad, Auchan e Carrefour – a iniziare l’attività di operatori mobili virtuali (Mvno, Mobile network virtual operator) entro la fine del 2006.
Dopo i farmaci da banco, ora la grande distribuzione vuole farci pure telefonare: ma com’è possibile? Con il benestare dell’
Authority per le comunicazioni, una società che non possiede una rete telefonica mobile può stringere accordi per acquistare traffico all’ingrosso da una che la possegga (Tim, Tre, Vodafone e Wind) ed emettere sim (quindi numeri telefonici mobili) a proprio nome. Con grandi benefìci per ogni soggetto, soprattutto per i consumatori.
In Europa, dove il fenomeno è già attivo da anni, l’arrivo degli Mvno ha fatto crollare i prezzi di chiamate e sms: nel Regno Unito – dove si contano ben 59 operatori virtuali – il costo di un minuto di chiamata è sceso al 30 per cento in poco tempo.
Come sempre accade, l’Italia è rimasta fanalino di coda, insieme a Spagna e Portogallo, ed è per questo che lo scorso gennaio l’Agcom aveva invitato gli operatori interessati a un accordo, invito ribadito nella relazione annuale del Garante, presentata a metà luglio: «Nella telefonia mobile, l’introduzione di forme di competizione basate sui servizi, ossia l’avvento dei cosiddetti operatori virtuali, può accelerare la discesa dei prezzi finali. Qualora nei prossimi mesi non si dovessero registrare significativi avanzamenti al riguardo, l’Autorità prenderà in considerazione misure regolamentari».
C’è da scommettere che qualcosa cambierà, che i vari soggetti si mettano d’accordo con reciproca soddisfazione prima che sia l’Agcom a decidere e scontentare qualcuno di loro.
Oltre alla grande distribuzione, hanno manifestato interesse a entrare come Mvno anche alcuni attuali operatori telefonici di rete fissa, come Tele2, Bt Albacom, Fastweb e Tiscali. È però probabile l’ingresso di altre – e diverse – società, considerando che il più grande operatore mobile virtuale europeo, è Virgin, la catena di negozi di dischi, che non ha nulla a che vedere con la telefonia; tra gli altri Mvno troviamo Disney e Ryanair, ma corrono voci che anche società come Sony, Apple e Ikea siano interessate a entrare nella telefonia mobile con i loro marchi. Certo, in Italia la multinazionale svedese avrebbe un nome formidabile: “Ikea Mobile”.