Le Autorità garanti italiane hanno indagato sui contributi di ricarica dei telefoni cellulari, scoprendo che sono ingiustificatamente onerosi.
Novecentoquarantacinque milioni di euro: a tanto ammonta il margine di guadagno delle compagnie di telefonia mobile sui costi di ricarica. Quel balzello che grava sulle cariche del telefonino – e che, ricordiamo, non è né una tassa, né un contributo di concessione – nel
Tutto è nato dall’iniziativa di uno studente ischitano, Andrea D’Ambra, che ha scritto una petizione su Internet) – sottoscritta da oltre 800.000 persone) e l’ha inviata alla Commissione europea. Le istituzioni comunitarie sembra funzionino meglio: la Commissione non solo ha risposto al giovane, ma ha anche invitato le Authority italiane a indagare.
Dall’analisi è emerso che il costo di ricarica, così com’è calcolato, produce effetti distorsivi nel mercato ed è ingiustificatamente discriminante, perché colpisce in misura maggiore le fasce con disponibilità economica limitata, come studenti e disoccupati. In effetti, il contributo incide maggiormente sui piccoli tagli, dove può arrivare fino al 30% del valore della ricarica.
L’indagine mette inoltre in risalto come il contributo sia un elemento sottratto al gioco concorrenziale, perché negli ultimi anni le tariffe sono scese, ma i costi di ricarica sono rimasti invariati – Wind li ha addirittura introdotti in un secondo tempo – e producono mediamente un aggravio del 24% sui profili tariffari.
| 67.137.000 media annua di sim (linee mobili) attive in Italia |
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90,9 percentuale di prepagate |
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1.714.000.000 euro 45,24% schede da grattare 44,36% negozi (pos) 9,80% sportelli bancomat 0,60% Internet |
| 769.000.000 euro costi reali di commissione |
| 945.000.000 euro utile, al netto di costi e provvigioni, derivante dalle ricariche (55,1% di margine) |
| Fonte: Indagine conoscitiva Agcm e Agcom, novembre 2006. |
Gli studi scientifici si smentiscono spesso l’un l’altro. Un giorno consigliano un comportamento che, qualche mese dopo, si scopre faccia malissimo. Pensavate che mantenere la schiena diritta davanti al pc fosse la posizione più corretta? Errato. I ricercatori del Woodend Hospital di Aberdeen (Scozia) hanno scoperto che la postura a 90° carica eccessivamente le vertebre della zona lombare, quindi la posizione giusta sarebbe quella a 135°, appoggiandosi completamente allo schienale. E se, in questa posizione, dovessimo addormentarci? Nell’attesa della prossima illuminante scoperta, vi consigliamo di leggere un divertente libretto, Come sopravvivere davanti a un monitor, scritto da Fernanda Grossi – esperta posturologa – per Felici Editore.
ARGOMENTO FACILE (?)
In diverse città italiane (prevalentemente al Centro-nord) si organizzano corsi per insegnare agli anziani come utilizzare il computer e navigare in Internet. Partiamo dalla stessa ELDY che, nelle province di Vicenza, Padova e Verona (ma sono in previsione lezioni in altre città), ha aperto le iscrizioni per un corso che inizierà a gennaio (per informazioni, tel. 02/40.70.98.61).
Di INTERNET SALOON ci siamo già occupati lo scorso anno, ma rinnoviamo l’invito per tutti gli “over
A TORINO l’associazione 3ndy , in collaborazione con il Collegio universitario "Renato Einaudi", promuove il progetto “Seniores OnLine”, un corso di computer e navigazione alla sua terza edizione (tel. 011/50.96.254).
“Age@Format” è l’iniziativa del comune di Firenze, che si chiude questo mese (sperando sia replicata l’anno prossimo), per l’alfabetizzazione informatica di chi ha più di 55 anni (tel. 055/26.16.422). Infine il quinto appuntamento con “Nonni su Internet”, un’iniziativa del comune di Roma che prevede 53 corsi nei vari municipi della capitale, promossi dal Consorzio Gioventù Digitale (tel. 06/42.01.41.09).
Siamo a disposizione per segnalare in questa rubrica ulteriori eventi in altre città.
All’insegna dell’estrema semplicità, un nuovo programma prova a colmare il divario che separa gli anziani dal computer.
A questa domanda ha cercato di rispondere concretamente un gruppo di persone riunite a Vicenza nel progetto Eldy, un’associazione no profit che ha progettato e realizzato l’omonimo programma per aiutare gli over
Il software è stato realizzato in collaborazione con alcuni anziani che, pur non avendo mai usato un pc, hanno fornito un contributo importante per la creazione di un’interfaccia “a misura di nonno”: comandi semplificati, icone e caratteri ingranditi, totale assenza di tecnicismi, sostituiti da termini conviviali. Così il desktop è diventato “la piazza”, l’e-mail è tornata a chiamarsi “posta”, la navigazione in Internet è diventata una “passeggiata” e le chat si sono trasformate in “chiacchiere”.
Oltre a navigare, chattare e spedire e-mail, con Eldy si possono vedere foto digitali, scrivere appunti e lettere, leggere le ultime notizie e consultare le previsioni meteo. Per la prossima versione è prevista l’implementazione di videochiamate e di sistemi di riconoscimento vocale.
Il programma è gratuito e si scarica dal sito www.eldy.org, ma lo si può ricevere su cd direttamente a casa (con un piccolo contributo), richiedendolo allo 02/40.70.98.61.
L’utilizzo del computer in età avanzata stimola le attività cerebrali e può servire a combattere la solitudine, soprattutto per chi ha difficoltà di movimento. Si possono mantenere telematicamente relazioni con vecchi e nuovi amici: basta un pc, Eldy e un pizzico di curiosità.