Come funziona un wiki? Un utente scrive (una voce enciclopedica, una recensione, una notizia...) in una pagina Web, attraverso un semplice editor di testo messo a disposizione dal programma wiki; altri utenti aggiungono nuove informazioni o correggono quelle esistenti, fino a quando la pagina raggiunge una certa completezza.
Non sempre le cose filano via lisce: a volte scattano delle “guerre di revisione”, quando cioè più autori – con punti di vista diversi – litigano su quale sia la versione migliore e richiedono l’intervento dell’amministratore del wiki, che trova una soluzione di compromesso o disabilita l’opzione di modifica della pagina. I wiki non sono immuni da errori, ma con la progressiva diffusione, le inesattezze tendono a essere corrette.
Wikipedia è l’esempio più citato, ma sono migliaia i wiki in Rete, tra i quali segnaliamo le versioni italiane di Wikitravel, guida turistica mondiale che raccoglie i consigli dei viaggiatori, oppure Wikinotizie, sito di news scritte dagli utenti.
Non è purtroppo possibile conoscere con esattezza le dimensioni del fenomeno wiki, perché molto siti non sono accessibili al pubblico del Web. Sono i wiki aziendali, una nuova filosofia di lavoro che prevede la creazione di uno spazio a disposizione di tutti i dipendenti. Molte società hanno scoperto che dietro l’apparente anarchia di un wiki, si cela un modello molto semplice ed efficiente per snellire procedure e condividere informazioni, ampliando notevolmente la base di raccolta di idee e soluzioni per i progetti. Con la volontaria e gradita collaborazione di tutti i dipendenti.
Sarà capitato anche a voi di trovare errori e inesattezza nelle voci dell’enciclopedia Wikipedia. La possibilità, concessa a tutti, di scrivere nel celebre wiki non è sempre un vantaggio perché il redattore di turno potrebbe non conoscere a fondo l’argomento. Per questo motivo Larry Sanger, il fondatore di Wikipedia, ha deciso di abbandonare il progetto, creandone il nuovo Citizendium, un wiki nel quale solo editor accreditati possono scrivere.
Errori ce ne possono essere, ma la natura del wiki ingloba in sé gli anticorpi per eliminarli. Sull’affidabilità dell’enciclopedia on-line non potremmo trovare parole migliori di quelle dello scrittore Marc Prensky, che suggerisce ai docenti di insegnare l’utilizzo di Wikipedia, anziché proibirla «solo perché potrebbe non essere corretta e accurata quanto un’enciclopedia tradizionale scritta da esperti remunerati. Se questo è il nostro criterio per decidere cosa possono leggere e citare i bambini, bisognerebbe impedirgli di consultare la Bibbia!».
Sull'affidabilità di Wikipedia, vi consiglio di leggere un ottimo pezzo di Luca Castelli su LaStampa.it