martedì, 29 maggio 2007

Wiki, la collaborazione ampia e veloce

Io scrivo, tu aggiungi, loro correggono: ecco il semplice segreto del successo di un recente fenomeno della Rete.
ARGOMENTO SEMPLICE (?)

 

Da quando sono apparsi per la prima volta, dodici anni fa, i wiki ne hanno fatta di strada. Questo nuovo modello collaborativo, incentrato sul Web, costituisce una risorsa per la diffusione di conoscenze e di informazioni. Wikipedia ne è l’esempio più conosciuto: un’enciclopedia in Rete creata e sviluppata molto velocemente, con l’aiuto gratuito di migliaia di internauti che mettono a disposizione le proprie conoscenze per la costruzione di un’opera monumentale. I dati parlano chiaro: 1 milione e 800 mila voci nella versione inglese e 300 mila in quella italiana.

Come funziona un wiki? Un utente scrive (una voce enciclopedica, una recensione, una notizia...) in una pagina Web, attraverso un semplice editor di testo messo a disposizione dal programma wiki; altri utenti aggiungono nuove informazioni o correggono quelle esistenti, fino a quando la pagina raggiunge una certa completezza.

Non sempre le cose filano via lisce: a volte scattano delle “guerre di revisione”, quando cioè più autori – con punti di vista diversi – litigano su quale sia la versione migliore e richiedono l’intervento dell’amministratore del wiki, che trova una soluzione di compromesso o disabilita l’opzione di modifica della pagina. I wiki non sono immuni da errori, ma con la progressiva diffusione, le inesattezze tendono a essere corrette.

Wikipedia è l’esempio più citato, ma sono migliaia i wiki in Rete, tra i quali segnaliamo le versioni italiane di Wikitravel, guida turistica mondiale che raccoglie i consigli dei viaggiatori, oppure Wikinotizie, sito di news scritte dagli utenti.

Non è purtroppo possibile conoscere con esattezza le dimensioni del fenomeno wiki, perché molto siti non sono accessibili al pubblico del Web. Sono i wiki aziendali, una nuova filosofia di lavoro che prevede la creazione di uno spazio a disposizione di tutti i dipendenti. Molte società hanno scoperto che dietro l’apparente anarchia di un wiki, si cela un modello molto semplice ed efficiente per snellire procedure e condividere informazioni, ampliando notevolmente la base di raccolta di idee e soluzioni per i progetti. Con la volontaria e gradita collaborazione di tutti i dipendenti.

Wiki: è una raccolta di pagine in Rete accessibili, modificabili e ampliabili da ogni utente, attraverso qualsiasi programma di navigazione (browser). Il nome deriva da un termine della lingua hawaiana, wiki wiki, che significa “veloce”, perché una delle caratteristiche principali dei siti wiki è proprio la rapidità di creazione e di sviluppo delle pagine. La pronuncia corretta del termine è “vichi”.
postato da: Federico Polvara alle ore 15:09 | permalink | commenti
categorie: wiki, condivisione, wikipedia, argomenti semplici
martedì, 29 maggio 2007

In libreria


Chi desiderasse approfondire la conoscenza dei wiki, consigliamo la lettura dell’interessante libro Oltre Wikipedia, di Jane Koblas (Sperling&Kupfer).
postato da: Federico Polvara alle ore 15:05 | permalink | commenti
categorie: libri consigliati, wiki, wikipedia, argomenti semplici
martedì, 29 maggio 2007

L’affidabilità di Wikipedia

CONTENUTO SEMPLICE (?)

Sarà capitato anche a voi di trovare errori e inesattezza nelle voci dell’enciclopedia Wikipedia. La possibilità, concessa a tutti, di scrivere nel celebre wiki non è sempre un vantaggio perché il redattore di turno potrebbe non conoscere a fondo l’argomento. Per questo motivo Larry Sanger, il fondatore di Wikipedia, ha deciso di abbandonare il progetto, creandone il nuovo Citizendium, un wiki nel quale solo editor accreditati possono scrivere.

Errori ce ne possono essere, ma la natura del wiki ingloba in sé gli anticorpi per eliminarli. Sull’affidabilità dell’enciclopedia on-line non potremmo trovare parole migliori di quelle dello scrittore Marc Prensky, che suggerisce ai docenti di insegnare l’utilizzo di Wikipedia, anziché proibirla «solo perché potrebbe non essere corretta e accurata quanto un’enciclopedia tradizionale scritta da esperti remunerati. Se questo è il nostro criterio per decidere cosa possono leggere e citare i bambini, bisognerebbe impedirgli di consultare la Bibbia!».

Sull'affidabilità di Wikipedia, vi consiglio di leggere un ottimo pezzo di Luca Castelli su LaStampa.it

postato da: Federico Polvara alle ore 14:39 | permalink | commenti
categorie: wiki, wikipedia, argomenti semplici
mercoledì, 23 maggio 2007

Colmiamo il divario digitale

La banda larga in Italia stenta a decollare. In Europa siamo agli ultimi posti. Colpa della conformazione del territorio e di gravi – ma sanabili – ritardi strutturali.

ARGOMENTO SEMPLICE (?)

L'accesso alla Rete è un bene universale, ma solo un collegamento veloce – a banda larga – permette un reale godimento dei suoi benefici. Nel rapporto 2007 della Commissione europea sulla società dell’informazione, il Belpaese figura in ritardo rispetto al resto dell’Unione: solo il 14% degli italiani ha un collegamento Internet a banda larga in casa propria. Il dato ci pone nelle ultime posizioni della classifica, dietro addirittura a Lituania e Repubblica Ceca. I motivi del divario digitale italiano dipendono in parte dalla particolare orografia del territorio nazionale (non è facile portare l’adsl nelle zone collinari e montuose) e in parte dal mercato ancora bloccato dall’ex – non si sa quanto – monopolista Telecom.
Le aree maggiormente coperte dall’adsl sono quelle metropolitane, le pianure e le zone ad alta densità di popolazione. Chi non rientra in questi territori, deve continuare a viaggiare in Rete a dorso di mulo, a 56K. Essendo un’azienda privata, Telecom non ha alcun interesse a posare cavi in zone tortuose o scarsamente popolate, perché sarebbe un investimento senza adeguati ritorni economici. La rete nazionale, affittata anche dagli operatori alternativi, richiede un ammodernamento e di investimenti tecnologici, ma solo il controllo da parte di un’autorità neutrale garantirebbe che nessuno restasse escluso dai benefici della Rete veloce. Non dimentichiamo però che chi possiede un’adsl, è spesso vittima di connessioni lente e disservizi di ogni genere.
Qualche speranza ( di troppo?) è riposta nel WiMax, che dovrebbe partire nei prossimi anni, ma la situazione della banda larga in Italia rimane un problema che il mercato e le istituzioni non possono risolvere da soli, ma soltanto attraverso un’azione congiunta. Banda larga per tutti, quindi, ma con minimi garantiti.
postato da: Federico Polvara alle ore 09:54 | permalink | commenti
categorie: wimax, divario digitale, argomenti semplici
mercoledì, 23 maggio 2007

Il WiMax in Italia: premesse e promesse

ARGOMENTO COMPLESSO (?)

Iniziano a trapelare notizie sul futuro della tecnologia WiMax. L’Agcom ha approvato il regolamento per le procedure di assegnazione delle frequenze necessarie. Il territorio nazionale sarà suddiviso in lotti, composti ognuno da 2 a 4 Regioni e saranno rilasciate 3 licenze per ogni area, pari ad almeno 2x21 Mhz. Di queste licenze, una sarà assegnata – in ogni Regione – a nuovi soggetti, cioè a società che attualmente non dispongono di frequenze comparabili a quelle del WiMax. Il meccanismo di assegnazione previsto è un’asta a rilanci multipli e i vincitori dovranno realizzare la copertura del territorio aggiudicato, avviando il servizio entro trenta mesi.
In Rete si è subito aperto un vivace dibattito: c’è chi teme che l’asta finirà per favorire i “pesci grossi” e che i costi dei rilanci ricadranno sugli utenti (come è successo per l’Umts); c’è chi avverte che metà delle frequenze in questione sono ancora “sporche”, soggette cioè a interferenze da parte dei radar della Difesa che le ha utilizzate finora; c’è chi teme ostacoli da parte delle compagnie che utilizzano tecnologie concorrenti; c’è chi sostiene che lo spettro sia in realtà insufficiente per ottenere velocità accettabili. Forse è meglio aspettare qualche settimana (e qualche dettaglio in più) per promuovere o stroncare la nuova tecnologia.
postato da: Federico Polvara alle ore 09:48 | permalink | commenti
categorie: wireless, wimax, argomenti complessi

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