CORSO BASE DI INTERNET
6 ore (1 giorno) - Contributo euro 15,00
Programma: introduzione a Internet, navigazione nei siti, utilizzo dei motori di ricerca, gestione della posta elettronica, abbonamenti e connessione.
CORSO AVANZATO DI INTERNET
7 ore (1 giorno) - Contributo euro 15,00
Requisiti: conoscenza di Internet base
Programma: a) Internet: cartella Preferiti, salva immagini, salva testo selezionato, salva pagina, download, zip e unzip. b) Posta elettronica: archivio, cartelle, rubrica, allegati, regole messaggi.
CORSO DI WORD
9 ore (1 giorno e mezzo) - Contributo euro 20,00
Programma: Programma di videoscrittura. Come creare, salvare e archiviare un testo. Scelta carattere, bordi, allineamento del testo, taglia, copia, incolla, intestazioni, inserimento di immagini e tabelle.
CORSO DI WINDOWS VISTA
6 ore (1 giorno) - Contributo euro 15,00
Requisiti: conoscenza di Word e di Internet
Programma: come è composto il computer, accesso alle unità installate nel pc tramite il pulsante "Computer", creare ed eliminare le cartelle, come salvare un file su chiavetta usb, funzione di ricerca rapida dei file, deframmentazione del disco. Cos’è cambiato rispetto a Windows XP a cominciare dall’interfaccia grafica accattivante con la visualizzazione tridimensionale a schede.
4 ore - contributo euro 10,00
Programma: Per imparare ad organizzare un archivio fotografico nel proprio computer di casa e a fare dei piccoli foto-ritocchi.
CORSO DI INFORMATICA DI BASE
4 ore - contributo euro 10,00
Programma: Hardware e software: una guida per conoscere come e' strutturato il proprio personal computer.
CORSO DI ANTIVIRUS E SICUREZZA IN RETE
2 ore e mezza - Contributo euro 10,00
Requisiti: corso base di Internet
Programma: che cos’è un virus, come eseguire una scansione su disco e su file, cosa fare quando si è "attaccati" da un virus, cenni sulla sicurezza in Rete, protezione delle mail e antispam.
6 ore - contributo euro 15,00
Programma: Come creare e gestire un sito internet (un blog, appunto). Dedicato a tutti coloro che hanno una passione per la scrittura e tanta voglia di comunicare
CORSO DI MESSENGER E CHAT
4 ore - contributo euro 10,00
Programma: Come si scarica e si usa Messenger (un servizio gratuito di messaggi istantanei) e come si fa a "chattare" in tutta sicurezza.
CORSO DI EXCEL
12 ore (2 giorni) - Contributo euro 20,00
Requisiti: conoscenza e uso di Word
Programma: Costruzione di una tabella semplice e a doppia entrata, formattazione e ordinamento dei contenuti, impostazione delle quattro operazioni algebriche, creazione di formule per eseguire calcoli, grafici, impostazioni di stampa.
4 ore (mezza giornata) - Contributo euro 10,00
Programma: creazione di presentazioni per trasferirle su diapositive o su lucidi e proporle in sequenza automatica sul pc. Inserimento di testi, grafici, clip art, word art.
CORSO DI FRONTPAGE (NOVITÀ)
12 ore (2 giorni) - Contributo euro 20,00
Requisiti: conoscenza e uso di Word e di Internet
Programma: Costruzione di un sito campione, creazione di pagine Web, formattazione, sfondo, link, messa on-line del sito.
4 ore (mezza giornata) - Contributo euro 10,00
Requisiti: conoscenza e uso di Word
Programma: creazione di calendari, biglietti da visita, bigliettini augurali, brochure, tutto con immagini predefinite o personalizzate
HOME BANKING E TRADING ON-LINE
gratuiti
Due incontri dimostrativi sul funzionamento del servizio di HOME BANKING (gestione via Internet del proprio conto bancario) e TRADING ON LINE (compra-vendita on line di azioni), a cura di Credito Artigiano.
Durata degli incontri: 2 ore ciascuno.
ARGOMENTO FACILE (?)
Caro Michel,
ho appena letto il tuo accorato appello ai capi di governo europei, affinché salvino il calcio dalla «nefasta onnipresenza del denaro». Sono d’accordo con te e spero che il tuo messaggio sia recepito. È vero: il calcio è preda di interessi commerciali sfrenati e, spesso, noi appassionati siamo costretti a subire decisioni nelle quali il valore dello sport passa in secondo piano.
Durante gli ultimi Mondiali di calcio (che ci hanno visto addirittura vincitori), per la prima volta gli italiani non hanno potuto seguire tutte le partite del torneo, perché un canale satellitare si è impossessato dei diritti televisivi e le ha trasmesse a pagamento.
Ora la storia si sta per ripetere, purtroppo. Dopo essersi lasciata scappare i Mondiali 2006,
In Italia sono purtroppo frequenti queste brillanti soluzioni: scaricare sulla collettività gli oneri è diventato lo sport nazionale. Nessuno intende fare sacrifici. Se il calcio costa troppo, guai a proporre una riduzione delle spese. Meglio privare milioni di italiani di un evento così importante.
Se veramente ti importa che lo sport conservi una supremazia morale sul denaro, caro Michel, potresti dimostrarlo in concreto. Il contratto che regola la trasmissione delle partite per il prossimo Europeo, siglato tra Uefa e Rai, non permette subappalti.
Contro la nefasta onnipresenza del denaro, dovreste rigettare questa vergognosa richiesta che provocherà l’oscuramento di una parte degli Europei qui in Italia, oscurando anche i valori morali per cui ti stai battendo in prima persona e che stanno a cuore anche a tutti noi italiani.
Ho spedito questo messaggio via mail all’indirizzo info@uefa.com
Se condividete la mia preoccupazione e lo ritenete opportuno, fatelo anche voi!
ARGOMENTO SEMPLICE (?)
C’è un mondo a parte, vicinissimo a noi. Non è là fuori, ma lì dentro, in quell’oggetto sulla nostra scrivania: il computer. Dopo averci strabiliato con la potenza di calcolo, oggi ci stupisce ancora una volta portandoci, attraverso Internet, tutte le informazioni che potremmo desiderare. Altri media – come quello che state leggendo – possono fare altrettanto, ma
Internet è nata una trentina di anni fa: all’inizio gli utenti vagavano con curiosità da un sito all’altro, come in un gigantesco parco di divertimenti (e qualcuno, purtroppo, continua considerarlo ancora oggi come tale). Poi si è capito che il nuovo mezzo di comunicazione era diverso, che l’utente, da un ruolo passivo, tipico degli altri mass-media, poteva diventare finalmente protagonista in uno spazio in Rete a disposizione di tutti. E così sono arrivati i blog, milioni di siti personali dove esprimere le proprie opinioni e confrontarle con quelle altrui. Sono nate comunità virtuali che favoriscono la comunicazione e l’incontro fra utenti legati da interessi comuni (i social network).
In Italia, un segno di questa importante realtà lo abbiamo avuto l’otto settembre: utilizzando unicamente il Web, Beppe Grillo ha organizzato il “V-day”, una manifestazione in più di 200 città italiane ed estere, che ha raccolto 350 mila firme a sostegno di una petizione contro la classe politica. L’evento, ignorato da giornali e televisioni nei tre mesi precedenti (quelli impiegati per l’organizzazione), ha catalizzato l’attenzione di tutti i media nei giorni successivi al “V-day”, provocando forti reazioni. Ma come è stato possibile?
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Chi non conosce o non utilizza i nuovi strumenti è portato a giudicarli o a rifiutarli a priori; a prima vista i blog sembrano un cumulo di contenuti inconsistenti, di vuote conversazioni autoreferenziali, buone solo a dar sfogo all’ego di chi li scrive (i blogger) e di chi li legge (quasi sempre, altri blogger). Oltre ai contenuti senza valore, circolano nei blog informazioni interessanti che gli utenti leggono, criticano e diffondono suscitando migliaia di interventi, dai quali alla fine emergono tendenze e opinioni di un certo valore. Le notizie che giungono nei social network, sono ampliate, verificate e spesso corrette, fornendo un’informazione altrettanto autorevole – se non superiore – di quella proveniente dai canali tradizionali.
Difficile accettare questa realtà, soprattutto per gli addetti all’informazione, ma dai blog stanno nascendo nuovi modi di comunicare e nuove gerarchie basate su fiducia e reputazione (i due valori fondamentali per il successo di un blogger), che modificheranno il ciclo di creazione e di elaborazione delle notizie. Allo stesso modo, nel panorama politico, il dibattito si sposterà sempre più dal Palazzo, dai giornali e dalle televisioni alla Rete, verso una nuova forma di democrazia dal basso che i politici faranno bene a considerare.
Il caso americano è emblematico. Prima delle elezioni presidenziali del 2004, Howard Dean era un candidato alle primarie dei Democratici pressoché sconosciuto. Decise di iniziare la sua campagna attraverso un uso massiccio del Web, riuscendo addirittura a insidiare il primato degli altri candidati. Il suo successo ha portato a un ripensamento della macchina elettorale, tanto che, in vista delle Presidenziali del 2008,
In Italia, come sempre, siamo parecchio indietro. Oggi il più tecnologico dei nostri politici è Antonio Di Pietro, il primo segretario di partito ad aprire un blog, a postare video su Youtube e, addirittura, a organizzare su Second Life una conferenza stampa. Anche Clemente Mastella ha un blog personale, ma i commenti pungenti dei lettori gli stanno dando qualche grattacapo (soprattutto dopo l’infelice “viaggetto” al Gran Premio di Monza).
La novità portata dai blog rappresentano comunque il primo passo di un cambiamento, anche se risulta difficile prevederne gli sviluppi. Beppe Grillo pubblica quotidianamente sul blog i suoi anatemi contro il potente di turno, migliaia di persone li leggono e li commentano (alcuni anche in modo piuttosto violento). Molti si sono però posti il problema di cosa fare e si sono così formati spontaneamente dei gruppi di persone, nelle varie città italiane, che hanno deciso di portare avanti alcune istanze. Utilizzando Meetup – un sito americano che fornisce strumenti comunicativi a persone che condividono cause sociali e interessi – sono nati gli Amici di Beppe Grillo, che hanno realizzato il “V-day” e dai quali usciranno nomi per nuove liste civiche alle prossime elezioni amministrative. Probabilmente nemmeno Grillo si sarebbe mai immaginato di arrivare a tanto, quando ha aperto il suo blog!
I social network hanno portato una ventata di innovazione, di creatività e, soprattutto, trasmesso conoscenza, ma Grillo e la “V-generation” non sono altro che una piccola sfaccettatura di questa nuova e formidabile Grande Conversazione. Conviene ascoltarla.
Un ringraziamento particolare a Luca De Biase, Giuseppe Granieri e Massimo Mantellini per il loro involontario, ma illuminante contributo alla redazione di questo articolo, che uscirà sul prossimo numero di Famiglia Cristiana.
Uno studente inventa un servizio che abbatte i costi per l’invio di messaggi. Funziona sul serio? Sì, ma con alcune complicazioni tecniche.
ARGOMENTO COMPLESSO (?)
Nel bel mezzo di un agosto piatto e noioso i principali mezzi di informazione hanno annunciato l’ennesima rivoluzione telefonica, ideata da uno studente universitario, per abbattere i costi degli Sms. Davide Marrone ha inventato Skebby, un sistema per inviare messaggi a un centesimo di euro (contro i 12-15 richiesti dalle compagnie di telefonia mobile).
Spesso le novità tecnologiche sono comunicate in modo un po’ superficiale dai media tradizionali, suscitando curiosità inappagate nei giorni successivi. Nella blogosfera (l’insieme dei blog presenti in Rete) le notizie invece sopravvivono per un periodo superiore, perché diventano oggetto di approfondimenti, critiche e dibattiti da parte dei frequentatori di blog, che ne analizzano ogni aspetto, a differenti livelli di competenza. Una visita nella blogosfera è sempre istruttiva, perché offre un approfondimento esauriente delle problematiche.
Skebby è un programma che si installa sui cellulari e, attraverso le connessioni Gprs e Umts (quelle utilizzate per il traffico dati e la navigazione sul Web), riesce a spedire Sms sfruttando quei siti che offrono l’invio gratuito di messaggi (come Alice, Tim, Vodafone e Virgilio).
I 160 caratteri che compongono un normale Sms occupano uno spazio inferiore a 1 Kb, che corrisponde alla soglia minima oltre la quale iniziano a essere fatturate le connessioni Web dei telefonini. Grazie a queste pieghe nel sistema telefonico, Davide ha realizzato il suo sistema, facendo pagare solo un centesimo per il passaggio dell’Sms dai server di Skebby, prima di essere inoltrato al destinatario. Spendere meno di un decimo: un sogno per chi spedisce decine di messaggi ogni giorno! Ma ecco che in Rete sono apparse diverse precisazioni che ridimensionano la portata della “rivoluzione”.
Innanzitutto, non è vero che Davide Marrone sia l’inventore del sistema: esistono da alcuni anni altri programmi che permettono l’invio di Sms gratuiti. La promessa di spendere solo un centesimo è mantenuta esclusivamente a certe condizioni: è necessario registrarsi su ogni sito che concede messaggi gratuiti, la tariffa dati del gestore non deve avere scatti alla connessione o addebiti sotto la soglia di 1 Kb, il cellulare deve essere Gprs, deve supportare il linguaggio Java ed essere correttamente configurato. Occorre inoltre considerare una certa precarietà del sistema: basandosi su servizi gratuiti non vi è certezza sul reale invio e sui tempi di consegna. Infine, non è possibile utilizzare la propria rubrica, la copertura Gprs/Umts è incerta fuori dalle città e il destinatario non vede il numero del mittente (si può comunque apporre una sorta di firma di riconoscimento).
L’interessante servizio è nato da poco e ha margine di miglioramento, anche se difficilmente potrà sfondare sul mercato; le compagnie telefoniche potrebbero chiudere i servizi per inviare sms gratuiti o togliere le soglie minime di connessione e, a quel punto, addio, Skebby e addio, rivoluzione.
ARGOMENTO FACILE (?)