venerdì, 29 febbraio 2008

Una distribuzione eccellente

Lo strumento più diffuso per lo scambio (illegale) di file coperti da diritto d’autore è al contempo un sistema formidabile per la diffusione di contenuti.

ARGOMENTO COMPLESSO (?)

P2PIl regno della condivisione in Rete, per milioni di giovani, è diventato il peggior incubo delle major. Non c’è mai stato molto feeling fra l’industria dell’intrattenimento e i suoi fruitori, tuttavia mai come oggi la distanza è sembrata così abissale. Al centro delle reciproche incomprensioni, c’è una delle tecnologie più straordinarie nate sulla rete Internet: il P2P. Ma accantoniamo per un momento le problematiche, per analizzarne il funzionamento. La maggior parte dei servizi sul Web opera attraverso un modello chiamato client/server : un computer (client) chiede un’informazione che risiede su un altro computer (server) che, a sua volta, risponde inviando i dati richiesti. È esattamente ciò che accade quando digitiamo nel browser del nostro pc un indirizzo Web: entro pochi secondi il server del sito invierà tutte le informazioni della pagina desiderata.

Quando le richieste si moltiplicano, i contenuti viaggiano molto lentamente o, addirittura, il server si blocca. Per distribuire più velocemente i file è stato inventato un sistema migliore, non più in modalità client/server, ma “da pari a pari”, il peer-to-peer (P2P). Questo sistema è molto affidabile e assicura una velocità e un’efficienza straordinarie, che aumentano con il crescere del numero di utenti collegati (nel modello client/server succede esattamente il contrario).

Con la nascita dei formati compressi (Mp3 per l’audio e DivX per i video), i programmi P2P sono diventati, però, gli strumenti ideali per il file-sharing, la condivisione di musica e di film, una pratica illegale per la diffusione di materiale coperto da diritto d’autore.

Ma il sistema, in sé – oltre a essere del tutto legittimo –, è così eccellente da diventare un modello molto promettente per diverse applicazioni di distribuzione digitale. La società svedese TerraNet sta sperimentando un sistema di trasmissione P2P per cellulari, utilizzando gli altri telefonini presenti in zona come “ponti” radio, senza bisogno di antenne e di trasmettitori. L’Unione europea ha addirittura stanziato 15 milioni di euro per un altro progetto (chiamato P2P-Next) di distribuzione televisiva via Internet.

Pare, infine, che Microsoft stia sperimentando un nuovo sistema per l’aggiornamento dei suoi software (numerose patch destinate a centinaia di milioni di pc), non più tramite server, ma attraverso una diffusione in P2P. Vedrete che il principale veicolo della pirateria diventerà il veicolo dei principali nemici della pirateria!

 

CHE COSA SIGNIFICA

P2P (peer-to-peer, “da pari a pari”): è una rete di computer, collegati fra loro in maniera paritetica. Ognuno di essi agisce contemporaneamente sia da client sia da server, cioè riceve e trasmette dati. I file, scomposti in piccole parti, vengono riassemblati dall’applicazione P2P, che li scarica da più computer; ogni “pezzo” giunto sul nostro pc può essere riutilizzato da altri, prima ancora che il file richiesto sia completato.

postato da: Federico Polvara alle ore 13:27 | permalink | commenti
categorie: , p2p , argomenti complessi
venerdì, 29 febbraio 2008

La sfida della modernità

La Rete è diventata una gigantesca fucina di delinquenza oppure qualcuno finge di non accorgersi che qualcosa è cambiato?

ARGOMENTO COMPLESSO (?)

 

qtraxScambiare file protetti da diritto d’autore tramite P2P, in Italia costituisce reato punibile con una multa che da 2.000 euro può arrivare a 15.000 (e fino a 4 anni di carcere) se fatto a scopo di lucro, con pesanti risarcimenti da migliaia di euro. Con queste pene si spera di dissuadere il popolo della Rete dal “saccheggio” della proprietà intellettuale altrui. Eppure i numeri (20 miliardi di brani scambiati nel mondo, ogni anno, attraverso P2P) rivelano un fenomeno talmente diffuso che dovrebbe invitare a riflettere. La Rete è diventata una gigantesca fucina di delinquenza oppure qualcuno finge di non accorgersi che qualcosa è cambiato?

Internet è luogo di condivisione: di idee, di esperienze, di cultura e di qualsiasi cosa si presti a essere digitalizzata. È un dato innegabile e nessuno può opporsi, se non contrastando o impedendo la crescita di una delle più straordinarie invenzioni di tutti i tempi. È altresì innegabile il diritto a un giusto compenso per il lavoro di un artista o di un produttore, ma sarebbe meglio evitare di rivalersi in tribunale, trovando insieme nuovi sistemi di remunerazione al passo coi tempi. I migliori modelli di business in Rete (Google su tutti) sono fondati sulla gratuità, a fronte di introiti pubblicitari. Lo scorso mese è apparsa la notizia – poi sconfessata dal rifiuto delle major di concedere i propri cataloghi – della nascita di Qtrax, un sito che offriva download gratuito di musica in cambio di pubblicità: una via percorribile – anche per l’editoria, non illudiamoci – per chi accetti di confrontarsi con la modernità.

 

postato da: Federico Polvara alle ore 13:16 | permalink | commenti (1)
categorie: , copyright, condivisione, p2p , argomenti complessi
mercoledì, 27 febbraio 2008

Wikipedia off-line

Come consultare la celeberrima enciclopedia Web sul proprio pc (senza collegarsi alla Rete) o su dvd.

ARGOMENTO SEMPLICE (?)

wikipedia

Chi non possiede un collegamento flat a Internet (cioè sempre attivo) e ha necessità o desiderio di consultare Wikipedia, può utilizzare degli strumenti messi gratuitamente a disposizione dalla stessa Wikimedia Foundation, oppure - a pagamento - quelli di terze parti, in dvd.
Per scaricare sul proprio pc (operazione consigliata a utenti esperti), si possono seguire le istruzioni sul sito stesso di Wikipedia. In pratica si tratta non solo di salvare il database dell'enciclopedia, ma anche lo stesso software (e configurarlo) usato per farla funzionare sul Web.
Molto più agevole (anche se ha un piccolo costo di 9,99 euro) è acquistare il dvd "Wikipedia - L'enciclopedia libera in dvd-rom", realizzato da Exa Media. Altre informazioni potete trovarle qui.
postato da: Federico Polvara alle ore 14:52 | permalink | commenti
categorie: wikipedia, argomenti semplici
martedì, 26 febbraio 2008

Restyling!

Una piccola rinfrescata al blog Nuovimedia.

ARGOMENTO SEMPLICE (?)

restyling

A un anno di distanza dalla nascita di questo blog, mi è sembrato doveroso sistemarne un po' l'aspetto grafico, essendo io stesso un grafico di professione (o, meglio, un redattore grafico), non era perdonabile il mantenimento di un template così scarno e lineare.
Ho una conoscenza molto superficiale dei linguaggi di programmazione e ho dovuto dannare un po' dietro alle funzioni Css, ma spero e prometto, nel tempo, di migliorare.
Dal punto di vista dei contenuti, non è cambiato granché: ho soltanto eliminato una delle principali suddivisioni (il tag argomenti facili) perché generava un po' di confusione. Ora i post possono essere di due tipi: ARGOMENTI SEMPLICI, per tutti, e ARGOMENTI COMPLESSI, per chi conosce un po' di più la tecnologia; ovviamente, gli argomenti semplici possono essere tranquillamente letti anche dai più bravi, pazientando un po' per il linguaggio utilizzato.
Sono graditi commenti (e critiche) sulla nuova grafica.
postato da: Federico Polvara alle ore 10:47 | permalink | commenti (4)
categorie: argomenti semplici
giovedì, 21 febbraio 2008

Motori in manovra

Microsoft lancia un’offerta per l’acquisto di Yahoo!, la creatura di due universitari diventata un colosso mondiale. Perché le ricerche e i servizi su Internet sono così importanti? Cosa sta succedendo e cosa potrà cambiare per gli utenti?

ARGOMENTO COMPLESSO (?)


Milioni di persone cliccano ogni giorno sull’icona del browser, il programma di navigazione, ed ecco che si presenta la pagina di Google (oppure Yahoo!, Msn o qualsivoglia altro motore di ricerca), pronta ad accogliere un ordine iniziale, una nuova parola da ricercare. Si può così intuire il perché di tanto rumore, nelle scorse settimane, attorno all’offerta di acquisto di Yahoo! da parte di Microsoft, per la “modica” cifra di 44,6 miliardi di dollari. I motori di ricerca sono importanti perché spesso sono una porta d'ingresso al Web, un’entrata dove appuntare suggerimenti commerciali o proporre destinazioni verso inserzionisti che abbiano precedenza sulle altre.

I motori sono un formidabile collettore di pubblicità e di denaro, in vertiginosa espansione (si calcola che il mercato pubblicitario on-line raddoppierà nei prossimi tre anni, passando da 40 a 80 miliardi di dollari). Attraverso Yahoo!, Microsoft intende tornare alla carica per estendere il suo predominio anche in Rete, dopo aver instaurato una sorta di monopolio nel campo del software con un’astuta strategia e alcune scorrettezze di troppo che hanno attirato qualche invidia e una diffusa avversione. Negli ultimi dieci anni, però, i tentativi sul Web sono andati a vuoto, probabilmente perché in Rete ha preso piede un nuovo modello di business, quello di Google. Il motore dei due studenti californiani, Larry Page e Sergey Brin, ha imposto nuove regole e consolidato un sistema basato sulla gratuità, facendo pagare agli inserzionisti pubblicitari il costo dei servizi. Microsoft, abituata invece a essere pagata dagli utilizzatori dei suoi programmi, si è trovata spiazzata e costretta a rincorrere Google su un terreno nuovo e sconosciuto.

L’ampia distanza fra le quote di mercato nelle ricerche on-line (Google è al 58% e Msn-Microsoft solo al 10%, mentre Yahoo! è al 23%) è dovuta anche ai differenti criteri di classificazione dei risultati, che premiano il sistema di Google, ritenuto più efficiente. I motori di ricerca funzionano tutti sommariamente allo stesso modo: attraverso dei programmi (spider) che scandagliano in lungo e in largo il Web raccogliendo informazioni sulle pagine, creano immensi database dai quali sono estratti, di volta in volta, i riferimenti dei link più pertinenti con i termini inseriti dagli utenti, elencati nella pagina dei risultati della ricerca. Google ha introdotto una nuova gerarchia, basata sulla popolarità delle pagine (pagerank): in testa all’elenco dei risultati appaiono i siti che possiedono il maggior numero di collegamenti esterni che puntano a quella determinata pagina.

Riuscirà Microsoft a colmare il divario con Google e, soprattutto, cosa c’è da aspettarsi se la trattativa per Yahoo! andrà in porto? Cosa potrà cambiare per gli utenti della Rete? C’è chi teme un monopolio Microsoft anche in Internet e c’è chi plaude a un’iniziativa che potrebbe portare maggiore concorrenza. Difficilmente Microsoft riuscirà a cambiare la Rete, perché è più facile che accada il contrario. Il bello di Internet è che offre e offrirà sempre una possibilità a chiunque abbia un’idea vincente per metterla on-line e realizzare un servizio di successo. E allora saranno Google e Microsoft (con o senza Yahoo!) a rincorrere il nuovo arrivato.

postato da: Federico Polvara alle ore 10:54 | permalink | commenti
categorie: motori di ricerca, yahoo, microsoft, argomenti complessi

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