lunedì, 30 marzo 2009

e-policy

Un nuovo spazio di discussione e approfondimento sui diritti in Rete.

ARGOMENTO COMPLESSO (?)

 

liberta "Se posso informarti che Internet ti da maggiori diritti, caro vicino di casa virtuale e concittadino italiano reale, lo devo fare perché magari posso aggiungere un punto di vista che non avevi visto e valutato. Questo è lo spirito con cui nasce e-policy, punto di incontro tra esperti del settore e netizen con l’intento di rompere le distanze fra esperti, semplici fruitori e la classe politica che legifera sulla Rete". Con una premessa del genere, non potevo non segnalare questa lodevole iniziativa.
Nel nostro Paese è purtroppo in atto una sorta di gara fra politici (uno più ignorante dell'altro, per quel che riguarda le dinamiche della Rete) per legiferare su Internet e far cessare quei quattro abusi (il numero è riferito alla percentuale infinitesima di casi deprecabili, rispetto al contenuto totale delle pagine Web) che fanno tanto notizia nei tiggì e sui media in generale.
E-policy, un'iniziativa nata prima come gruppo su Facebook (che oggi vanta quasi 50 mila adesioni) e ora come sito, si propone come punto di riferimento per contrastare iniziative che potrebbe nuocere gravemente alle nostre libertà di cittadini e internauti.
Ho inserito e-policy nel blogroll.
postato da: Federico Polvara alle ore 13:23 | permalink | commenti
categorie: istituzioni, facebook, argomenti semplici, libertĂ  digitali
venerdì, 13 marzo 2009

La vita dentro e fuori linea

ARGOMENTO SEMPLICE (?)

 

privacyDavanti allo schermo è generalmente più facile superare alcuni imbarazzi della vita quotidiana. Ma è un errore distinguere i comportamenti del mondo virtuale e di quello reale. I pericoli di Internet – più presunti che veri – non sono diversi da quelli che si corrono “off-line”. Prudenza, riservatezza e attenzione sono valori a prescindere, valgono sia nella vita e sia in Rete. I ragazzi dovrebbero imparare a selezionare le amicizie su Internet, con la stessa cura che usano “fuori” dal Web. A una festa, non farebbero mai entrare chiunque passi per strada: perché non mantenere lo stesso comportamento nell’utilizzo dei Social network?
postato da: Federico Polvara alle ore 17:05 | permalink | commenti
categorie: privacy, minori, social network, argomenti semplici
venerdì, 13 marzo 2009

Tutto gratis in Internet?

Che importanza hanno i dati personali nell’era dei Social network? Abbiamo provato a rispondere, insieme agli studenti dell’Itc "Buonarroti” di Arezzo. Ecco una sintesi dell’incontro.

ARGOMENTO SEMPLICE (?)

 

privacySul Web è tutto gratuito; se si escludono i costi di connessione, la quasi totalità dei servizi in Rete non costa nulla. La posta elettronica, Google, YouTube, le notizie on-line, i messenger e i Social network (solo per citarne alcuni) non si pagano. Ma siamo certi che Internet sia gratis?
Eppure la Rete ha dei costi: dall’elettricità ai server, fino ai compensi per i milioni di persone che vi lavorano. Chi paga tutto ciò, la pubblicità? In parte, sì.
Con un numero così elevato di contatti, la pubblicità su Internet è diventata un vero business. Banner e annunci sono tollerati, pur di non pagare, ma le “intrusioni” pubblicitarie non si limitano a questo. Prendiamo il caso di Google, il popolare motore di ricerca, che ottiene consistenti ricavi senza far pagare nulla per i suoi servizi. Eppure Google pretende qualcosa in cambio dai suoi utenti, senza che questi se ne accorgano. Ogni volta che si esegue una ricerca, vengono registrate diverse informazioni: le parole cercate, i siti aperti, l’indirizzo Ip di origine, il browser e la lingua in uso, oltre a data e ora. In più, il motore salva (o rinnova) un file (cookie) sul Pc che consente di tracciare i comportamenti degli utenti, per creare profili delle loro abitudini di navigazione, allo scopo di inserire pubblicità mirate. In sostanza, per poter utilizzare i servizi di Google, rinunciamo a un po’ della nostra privacy.
La “profilazione” è un fenomeno – e un discreto rischio – al quale andiamo incontro anche nella vita di tutti i giorni. Gli esempi non mancano: le carte-fedeltà dei supermercati, i telefonini, le carte di credito... In cambio di comodità e vantaggi economici, si cedono ad altri informazioni sulla propria “vita personale e privata” (come il dizionario definisce il termine “privacy“) che hanno un valore inestimabile. In sé, non è un male, ma occorre esserne consapevoli. Le informazioni personali sono un valore da custodire e salvaguardare. In Rete, però, stanno diventando una moneta di scambio per usufruire gratuitamente di servizi. Su Internet, però, la privacy deve essere difesa anche da un altro “nemico”: la nostra voglia di condividere e comunicare.
I pericoli per la riservatezza sono spesso causati dalla disinvoltura con cui si compilano i formulari on-line e con la quale si caricano sul Web materiali che appartengono alla sfera del privato. Maggiore attenzione andrebbe dedicata all’utilizzo dei Social network. Purtroppo, si registra una tendenza, sempre più accentuata, a inserire troppe informazioni o materiali personali; questi dati sono di difficile – se non impossibile – cancellazione e sono spesso alla mercé di chiunque si aggiri in Rete.
È auspicabile che gli utenti diventino utilizzatori attenti dei Social network, partendo dall’autotutela dei dati personali. Chi meglio di noi può vigilare sulle informazioni che ci riguardano? Un altro atteggiamento consigliabile è quello di restringere progressivamente la cerchia di persone che hanno accesso a dati privati. Quando si effettua una registrazione, è bene inserire soltanto le informazioni espressamente richieste (falsandone alcune, se possibile). Escludendo il caso di Facebook, è preferibile l’utilizzo di pseudonimi (nickname) e, per mantenere il controllo delle informazioni immesse, è consigliabile impostare correttamente le opzioni di privacy nei Social network.
postato da: Federico Polvara alle ore 17:03 | permalink | commenti (1)
categorie: privacy, minori, social network, argomenti semplici
martedì, 03 marzo 2009

L'intelligenza di guardare oltre

Facebook è il dito, non la luna.

ARGOMENTO SEMPLICE (?)

 

facebookUn lettore della rivista segnala la presenza su Facebook di un gruppo denominato “Fuori dalle chiese Famiglia Cristiana” (per la verità, ne esiste anche uno di persone che dichiarano orgogliosamente “Io leggo Famiglia Cristiana”); un altro è inferocito dopo aver scoperto che il figlio si è iscritto a un fantomatico “Partito della canapa”; tanto basterebbe per bollare il nuovo Social network come l’ennesima espressione malata di un mezzo pericoloso: Internet.
Di polemiche attorno alla Rete ne nascono ogni giorno, discussioni incentrate su singoli aspetti controversi, scovati e portati alla luce dai mass media al solo scopo di fare sensazionalismo. E così, attorno al nuovo e ingombrante “vicino”, si crea un alone di negatività che influisce sui giudizi di chi non conosce a fondo la Rete.
Come è stato osservato in uno dei blog più frequentati, guardando il Web con una lente di ingrandimento si potrebbero scoprire i peggiori abissi, che emergerebbero con qualsiasi ispezione maliziosa di ogni altro aspetto della vita. Internet è la più grande invenzione democratica della Storia, uno strumento alla portata di tutti e per comunicare qualsiasi contenuto. Ma è bene non confondere il mezzo con i messaggi trasmessi o, almeno, mantenere una certa distanza di osservazione, per poter dare un giudizio corretto. Il nostro è positivo, anche se Facebook non è il luogo più indicato dove ricercare o far emergere valori; è uno sterminato flusso di informazioni personali, spesso di poco conto, che però potrebbe aiutare a rinsaldare rapporti di amicizia.
I problemi non mancano, ma se vostro figlio è un estimatore della canapa, la colpa non è di Facebook (che, in ogni caso, accetta segnalazioni e interviene in caso di abusi) e non è uno scandalo se alcuni ritengono Famiglia Cristiana indegna di essere venduta nelle chiese: sono solo 51 persone su un totale di 6 milioni e mezzo di utenti, ce ne faremo una ragione.
postato da: Federico Polvara alle ore 11:14 | permalink | commenti
categorie: social network, facebook, argomenti semplici

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