venerdì, 22 maggio 2009

Gli Sms costano troppo

L’Authority per la Concorrenza e quella per le Comunicazioni indagano sul mercato dei servizi dati nella telefonia mobile e propongono interventi. A partire dal prezzo dei messaggini.

ARGOMENTO SEMPLICE (?)

 

telefonoChe gli Sms fossero troppo cari, già lo si sapeva (dal 2002 a oggi il prezzo è addirittura aumentato). Ora è giunta una conferma ufficiale dai Garanti (Agcom e Antitrust), che, in un’indagine congiunta sulle condizioni di mercato nei servizi Sms, Mms e dati in mobilità, fotografano la situazione italiana: un’immagine con diverse zone d’ombra.
I messaggini, insieme alle connessioni mobili alla Rete, portano 4 miliardi di euro l’anno nelle casse di Tim, Tre, Vodafone e Wind, dei quali la metà proviene dagli Sms. In Italia, fra coloro che inviano messaggi (una percentuale stranamente bassa, del 47,9%) vi è un’agguerrita minoranza che sfrutta pacchetti e promozioni, ottenendo tariffe stracciate per inviare centinaia di Sms, mentre alla maggioranza di modesti utilizzatori viene applicato il prezzo pieno (15 centesimi), frutto di uno strano allineamento tariffario fra concorrenti.
Dal 1° luglio, però, i prezzi dovranno scendere, per volere della Commissione europea, che ha imposto agli operatori un prezzo massimo di 11 centesimi di euro (+ Iva) per gli Sms inviati fra due Paesi membri. È evidente che le Authority non consentiranno il paradosso che un messaggino da Roma a Helsinki possa costare meno di uno spedito da Roma a Frascati ma, per il momento, i Garanti si limitano alla moral suasion, cioè a un suggerimento semi-minaccioso agli operatori di telefonia per abbassare volontariamente le tariffe.
Dall’indagine emerge il ruolo marginale degli Mms, non molto amati dagli italiani, che ne spediscono sempre meno. Inoltre, gli operatori virtuali mobili (Mvno), che dovevano essere di stimolo alla concorrenza, sono riusciti a rosicchiare solo l’1% della “torta”, penalizzati da prezzi all’ingrosso troppo onerosi (oltre il 25% in più) rispetto alla media europea.
Agcom e Antitrust puntano il dito anche sulla mancanza di trasparenza delle offerte, sulle modalità di tariffazione e fatturazione, sulle attivazioni di servizi non richiesti, nonché sull’eccessiva durata degli abbonamenti all’Internet mobile, e sulle penali in caso di recesso. Dall’indagine esce quindi un’analisi sufficientemente articolata e aderente alla realtà, ma dalle parole si dovrà presto passare ai fatti, per tutelare gli utenti ormai rassegnati a consegnarsi alla “tosatura telefonica”.
postato da: Federico Polvara alle ore 10:17 | permalink | commenti
categorie: sms , telefonia mobile, argomenti semplici, mvno
lunedì, 18 maggio 2009

La beneficenza e la Rete bucata

La polemica a margine all’iniziativa  musicale per i terremotati.

ARGOMENTO COMPLESSO (?)

 

copyrightLa lodevole iniziativa di una sessantina di artisti, che hanno inciso per beneficenza la canzone "Domani 21/04.09" (MI RACCOMANDO, DATE IL VOSTRO CONTRIBUTO E SCARICATELA DA UNO DEI SITI SEGNALATI SU DOMANI 21/04.09), è diventata terreno di scontro per l’annosa battaglia sul copyright. Ancor prima che uscisse in commercio, il brano è finito su Internet, nei circuiti di condivisione P2P. L’ex Caschetto d’oro (ora produttrice) Caterina Caselli ha denunciato il fatto sul Corriere della Sera ed è partita l’ennesima richiesta alle istituzioni per usare il pugno di ferro contro i pirati della Rete.
Il punto della questione non è la degenerazione della gioventù, che scarica senza pagare, ma il profondo cambiamento della società provocato dalle tecnologie digitali. Oggi esistono programmi di un’efficacia straordinaria, che permettono di scaricare qualsiasi brano o filmato digitandone semplicemente il titolo. È inutile far finta di nulla o, peggio, combattere il progresso con armi di dubbia legalità, come in Francia, dove è stata appena approvata una legge antipirateria che punisce con l’esclusione dalla Rete chi viene scoperto a scaricare tre volte materiale protetto da copyright. La legge autorizza ispezioni del traffico Web privato anche senza autorizzazione di organi giudiziari, calpestando così le più elementari norme a tutela della privacy (per questo il Parlamento europeo ha respinto la proposta francese).
L’arte merita tutela ed equo compenso, è ovvio. Artisti e produttori dovrebbero però prendere atto della realtà e studiare forme di remunerazione al passo con i tempi, magari “a valle” del loro prezioso lavoro (un esempio nel post qui sotto) che, nell’era della riproducibilità digitale, ha perso le sue antiche difese e il suo valore commerciale.

AGGIORNAMENTO 20/05/09 - Me l'ero perso, l'ho visto solo oggi, ma questo articolo di Luca Castelli sul sito della Stampa spiega esattamente quello che volevo dire (e che ho tentato di esplicitare in soli 1657 caratteri... 'na faticaccia...)
postato da: Federico Polvara alle ore 13:42 | permalink | commenti
categorie: pirateria, p2p , musica digitale, argomenti complessi
lunedì, 18 maggio 2009

Guadagni a Wall-E (valle)

Con 1 Wall-E pirata, 168 euro nelle casse di quello legale.

ARGOMENTO COMPLESSO (?)

 

copyrightI siti di condivisione P2P sono nel mirino di artisti e produttori, che li accusano di derubare i frutti del loro lavoro. Ma questa teoria è tutta da dimostrare, perché potrebbe essere addirittura vero il contrario, cioè che i siti P2P inneschino un circolo virtuoso di remunerazione. Sul sito dal celebre blogger Stefano Quintarelli, c’è un esempio molto rappresentativo:

“Scarico in ottobre (appena uscito) Wall-E (media qualità, audio in inglese). Lo vediamo un paio di volte con i bambini sul Mac con media soddisfazione. Il sabato successivo li porto al cinema (tre biglietti, 18 euro). Compriamo un piccolo Wall-E e una piccola Eve (20 euro). Torniamo al cinema dopo due settimane perchè un amichetto voleva vedere Wall-E e siccome è il film è bellissimo, si torna (noi 4 + 2 = 6 biglietti, 40 Euro). Vista la passione, i nonni regalano un Wall-E e una Eve mid size (40 Euro). Per il compleanno arriva un Wall-E telecomandato (50 Euro). Totale 168 Euro a valle di un download P2P.

postato da: Federico Polvara alle ore 13:33 | permalink | commenti
categorie: condivisione, pirateria, p2p , argomenti complessi
lunedì, 18 maggio 2009

Quei ragazzacci della Baia

The Pirate Bay al contrattacco.

ARGOMENTO COMPLESSO (?)

 

copyrightNuovi sviluppi nella vicenda che ha coinvolto The Pirate Bay, il sito svedese di condivisione P2P. Dopo la condanna dei quattro responsabili per “complicità nella violazione di diritti d’autore”, si è appreso che il giudice che li ha condannati non era un modello di imparzialità (risulta iscritto a due associazioni per la tutela del copyright) ed è stata presentata un’istanza di annullamento della sentenza di primo grado.
Ma i “pirati” sono passati al contrattacco anche verso gli accusatori. I sostenitori del sito hanno scoperto che il conto in banca di uno degli avvocati dell’accusa (Peter Danowsky, rappresentante dell’industria fonografica), dopo il millesimo pagamento ricevuto, è soggetto ad addebiti di 1,70 corone svedesi per ogni transazione e hanno iniziato a inondarlo di micropagamenti da 1 corona (9 centesimi di euro). Un attacco in piena regola, ma del tutto legale.
postato da: Federico Polvara alle ore 13:21 | permalink | commenti
categorie: condivisione, pirateria, p2p , argomenti complessi
giovedì, 07 maggio 2009

La rivoluzione digitale terrestre



ARGOMENTO SEMPLICE (?)


Alle 9.30 del 31 ottobre 2008 è stato spento l’ultimo segnale Tv analogico e la Sardegna è la prima regione italiana a entrare nell’era televisiva digitale. Oltre 640 mila famiglie hanno fatto da apripista per una rivoluzione che, nei prossimi tre anni, cambierà definitivamente il nostro modo di vedere la televisione in Italia e nel resto d’Europa.
Gradualmente verrà il turno di altre zone (16 in totale) del nostro Paese e sono sempre di più le persone che hanno dubbi o che vorrebbero conoscere meglio la nuova tecnologia.  Ecco uno speciale ricco di informazioni pratiche e – spero – utili.
postato da: Federico Polvara alle ore 16:30 | permalink | commenti (2)
categorie: digitale terrestre, tv , argomenti semplici

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