ARGOMENTO SEMPLICE (?)
Cinquantotto milioni di euro stanziati, di cui 35,9 già impegnati, e tre anni di lavoro per creare un sito Internet: chi ha una conoscenza minima della Rete farà un balzo dalla sedia, perché si tratta di una cifra stratosferica. Non desta però troppa meraviglia sapere che si tratti di denaro pubblico, destinato alla realizzazione del portale www.Italia.it.
Nelle intenzioni iniziali, il sito avrebbe dovuto rappresentare un attraente biglietto da visita per il turismo italiano, invogliando persone di tutto il mondo a conoscere e visitare il nostro Paese. In realtà, il nuovo portale sembra studiato per ottenere l’effetto opposto. Già dalla presentazione alla Bit del febbraio scorso - durante la quale il ministro Rutelli ci ha regalato un’imperdibile performance in inglese, che ancora riscuote grande successo su YouTube - sono piovute centinaia di critiche da parte di blogger, programmatori di siti e semplici internauti. Oltre agli aspetti tecnici (un’impostazione strutturale già superata, la presenza di pesanti animazioni che rallentano la navigazione e alcuni problemi di accessibilità), i contenuti del portale – testi e immagini – sembrano delle ricerche di geografia fatte da svogliati ragazzini della scuola media. Diversi strafalcioni, alcuni testi in lingua estera realizzati con traduttori automatici e collegamenti errati (ha destato scalpore un link all’Anas, nella sezione “Organizza i tuoi viaggi”, che portava al sito dell’Associazione nazionale allevatori suini). Si salva l’estetica del portale, piuttosto gradevole, ma la stroncatura è inevitabile alla luce del costo faraonico richiesto per la realizzazione.
Dalle proteste in Rete è nato un sito, Scandalo italiano, che ha raccolto le numerose segnalazioni e ha promosso una petizione, sottoscritta da 1.500 persone, per chiedere conto alla Presidenza del Consiglio di come sia stato speso l’ingente budget stanziato. L’istanza per ottenere accesso ai documenti è stata respinta due volte, adducendo motivi formali, ma le cifre che giravano in Rete sono state recentemente confermate dal responsabile della comunicazione istituzionale del Governo, Lelio Alfonso. Il ministro dei Beni culturali ha dichiarato che la versione definitiva del portale sarà pronta per la prossima Borsa internazionale del turismo: speriamo che per la seconda presentazione il suo inglese sia migliorato almeno un po’.
