
Per vedere il segnale del digitale terrestre non è necessario sostituire il televisore, ma dotarsi di un decoder, un apparecchio che si collega in entrata all’impianto centralizzato (o all’antenna) e, in uscita, alla tv (con un cavo scart). L’offerta di canali sul Dtt è molto ampia perché prevede - oltre alle tv nazionali, ad alcune estere e a qualche emittente locale già adeguatasi al digitale - decine di nuovi canali gratuiti e altri ancora a pagamento (pay-tv). Per usufruire di quest’ultimo servizio - fornito da Mediaset Premium e da La7 Cartapiù, che offrono la visione di partite di calcio, film e telefilm - è indispensabile che il decoder sia predisposto alla pay-tv, abbia cioè un piccolo vano dove inserire la tessera ricaricabile del fornitore.
Gli apparecchi tv più recenti hanno incorporato al loro interno un ricevitore per il digitale terrestre, che viene segnalato nelle specifiche tecniche sui dépliant pubblicitari e sulle etichette nei negozi. Ciò che spesso i commercianti non segnalano con altrettanta chiarezza è che alcuni modelli (specie quelli meno recenti) con ricevitore Dtt integrato non consentono la visione dei canali a pagamento, ma soltanto di quelli in “chiaro”. E così l’ignaro acquirente, dopo aver speso uno o due migliaia di euro per un nuovo e fiammante schermo piatto, poi sarebbe costretto a sborsare un altro centinaio di euro (per il decoder) se volesse vedersi le partite o i film della pay-tv digitale terrestre.
Per fare in po’ di chiarezza è finalmente intervenuta
Il bollino blu (qui sotto) indica I DECODER che consentono la visione dei canali “in chiaro”, di quelli a pagamento e l’utilizzo di servizi interattivi.

Il bollino bianco (qui sotto), invece, indica I TELEVISORI con sintonizzatore digitale integrato, già predisposti alla ricezione sia di canali gratuiti e sia di quelli “pay”.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio della rivista Club3.
