La stravagante interpretazione della legge 40/2007 secondo Mediaset.
ARGOMENTO COMPLESSO (?)
Vi ricordate il decreto Bersani che, fra le altre cose, ha eliminato la scadenza del credito residuo? Sembrano passati secoli… Per un attimo ci siamo illusi che qualcosa potesse cambiare per i bistrattati utenti italiani. Le compagnie di telefonia hanno messo i loro ostacoli per impedirne una reale applicazione, ma il danno maggiore è stato fatto in sede di stesura del decreto, quando si è deciso di non intervenire sulla scadenza delle sim, cosicché le telecom continuano a incamerare milioni di crediti non utilizzati. Ma, telefonia a parte,
Mediaset Premium però - nel pieno rispetto di una consolidata tradizione italiana - ha deciso di interpretare la norma, invece di applicarla. Quando è uscita la legge 40/2007, il gruppo di Cologno Monzese si è rifiutato di rimborsare le tessere in scadenza a giugno 2007, sostenendo che
Non è ancora ben chiaro se il credito scaduto a giugno 2007 sia da restituire: l’Agcom si era pronunciata, a inizio anno, in favore di Mediaset, ma la sentenza del tribunale di Roma rimette tutto in discussione.
Ma una nuova diatriba è stata aperta da Mediaset, che ha pubblicato sul sito i termini per il rimborso del credito residuo scaduto a fine giugno 2008: un dedalo di condizioni, in aperta violazione sia alla Bersani sia alla sentenza del tribunale, che hanno fatto sobbalzare le associazioni di consumatori, allibite quanto chi scrive. Il titolare di una card Mediaset Premium dovrebbe compilare entro il 31 ottobre un modulo scaricato dal sito, allegare la tessera scaduta e inviarla per raccomandata con ricevuta di ritorno (2,80 + 0,60 = 3,40 euro, sempre che la lettera con la tessera non superi il peso “base”). Mediaset tratterrà per spese dell’operazione 2,50 + iva (= 3 euro) e verserà il credito residuo sulla nuova tessera, oppure bonificherà su c/c o per vaglia il credito trattenendo, in questo caso, 6 euro.
I clienti di Mediaset Premium sono oltre due milioni e, tenendo presente che finora è stata adottata una politica tale da impedire di caricare sulla tessera il prezzo necessario per abbonarsi a uno dei servizi (per esempio se, ipoteticamente, per vedere le partite della propria squadra costa 90, è impossibile trovare tagli di ricarica che arrivino esattamente a 90), cosicché quei pochi euro avanzati, moltiplicati per 2.000.000 fanno un bel gruzzolo per le casse del Biscione.
Ora si tratta di stabilire se 6,40 euro (o 9,40) siano costi ingiustificati. A me pare di sì, ma aspettiamo di vedere le prossime puntate di questa patetica saga.
