Le banche si automatizzano e i nuovi bancomat offrono strumenti utili per i disabili. Ma serve un cambio di mentalità perché questi ausili vengano adottati.

Lo sportello bancario sta cambiando. Quel macchinario, comparso nel 1967 all’esterno di una filiale londinese di Barclays Bank, è rientrato e si sta “mangiando“ la banca stessa. L’automazione è sempre più spinta, tanto da diventare ormai una scelta obbligata per gli istituti di credito, che ottengono maggiore efficienza, riducono i costi e aumentano la sicurezza.
Le filiali diventano sempre più automatizzate. Per comprendere meglio il cambiamento in atto, ne abbiamo parlato con
Danilo Rivalta, vice presidente per il Sud Europa di
Diebold – una multinazionale che si occupa di automazione bancaria –, che si è offerto di accompagnarci per una visita alla filiale Carige di corso Vittorio Emanuele, a Milano, recentemente rinnovata. Qui sono stati introdotti alcuni bancomat (o Atm, Automatic Teller Machine) più evoluti, attraverso i quali è possibile fare – senza cassiere e in totale autonomia – diverse operazioni, come prelievi, versamenti, pagamenti, bonifici, richieste, erogazione di assegni...
Ma l’aspetto più interessante della visita è stato rilevare i grandi passi che le nuove tecnologie hanno compiuto per risolvere il problema dell’accessibilità per coloro che, purtroppo, hanno disabilità visive o motorie. Esistono degli standard da rispettare, per offrire questi servizi automatici anche a persone diversamente abili; alcune regole determinano, ad esempio, l’altezza minima e massima del bancomat, altre prevedono che i pulsanti abbiano un rilievo tattile, o che sia presente un attacco jack per le cuffie e un software di guida audio.
Diebold offre questi ausili che non richiedono investimenti onerosi per essere implementati nei nuovi sportelli, ma quel che oggi manca in Italia è la sensibilità a queste tematiche. Serve un po’ di coraggio e di responsabilità da parte delle banche, affinché si adottino le misure necessarie a estendere i benefici delle nuove tecnologie anche a quella minoranza, seppur molto ristretta, di clienti diversamente abili.