Piccolo viaggio fra i prodotti - veri, presunti o inutilmente - amici dell'ambiente.
ARGOMENTO SEMPLICE (?)

Da qualche mese mi occupo della vetrina tecnologica del mensile
Club3. Per il numero di luglio sono andato alla ricerca di prodotti eco-compatibili. Non farò anticipazioni (la rivista costa soltanto 2 euro e 60 centesimi, secondo me vale la pena acquistarla e darle un'occhiata), ma durante l'indagine e l'analisi dei materiali sono emerse alcune cose interessanti.
Innanzitutto devo confessare che sul Web i commenti sono spesso più interessanti delle notizie (sono sempre più convinto del valore delle interazioni del 2.0) e si scoprono risvolti inattesi che a volte ridimensionano le informazioni iniziali. Ad esempio, avevo letto dell'esistenza di
caricabatterie a manovella per cellulari, ma grazie ai commenti - e dopo averlo verificato nelle specifiche tecniche - ho scoperto che
sono pressoché inutili, perché per ottenere l'energia necessaria a un minuto di conversazione, ne servono almeno dieci passati a girare la manopola.
Altra bufala trovata è il
notebook a energia solare iUnika, un computer prodotto da una ditta spagnola che ha un pannello solare incastonato nella parte esterna, dietro il monitor. Un'idea interessante, se non fosse che in piena luce non si riesce generalmente a vedere quasi nulla sullo schermo e che, soprattutto, solo un pazzo penserebbe di lasciare un pc in carica sotto il sole (
una stroncatura di iUnika la trovate qui).
Forse qualche chance in più li avranno alcuni modelli di cellulare dotati di pannello solare (mentre si chiama si può tranquillamente stare sotto il sole), che sono presentati quest'anno, come il
Solar Hybrid 936SH di Sharp, oppure il telefonino
Samsung Blue Earth, che dovrebbe arrivare in commercio nel prossimo autunno a un prezzo non troppo elevato (fra i 229 e i 249 euro).
Ma non vorrei passare per eco-scettico, così eccovi le cose interessanti e positive che ho trovato. Nel campo delle energie alternative per l'alimentazione di dispositivi mobili ho scoperto che in Italia, nei dintorni di Milano, ci sono diverse aziende che si sono lanciate in questo business del futuro, come la
Soco di Agrate Brianza, specializzata in caricabatterie solari e pannelli fotovoltaici; oppure la
Hydro2Planet (H2P) di Vaprio d'Adda, che oltre al solare, produce generatori di corrente a idrogeno e metanolo.
Italiana è anche la
Enerpoint di Desio, che oltre a produrre impianti fotovoltaici, ha ideato
una simpatica
serie di giochi, in legno e metallo, azionati da piccoli pannelli solari: macchinine, aerei, elicotteri, giostrine, biciclette e, addirittura, un grillo fotovoltaico!
Altri giochi solari si possono trovare
qui.
Ultima curiosità: sul sito
Tom's Hardware c'è
una guida completa per realizzarsi da sè "un PC funzionante 24 ore su 24, 7 giorni su 7, completamente alimentato con pannelli solari". Non so se funziona veramente, ma il sito - per chi già non lo conosce - è piuttosto autorevole.