Questo blog aderisce alla giornata di protesta del 14 luglio contro le norme del DDL Alfano che vorrebbero imporre dei vincoli assurdi alle nuove forme di informazione in Rete. Secondo le disposizioni, chi gestisce un blog diventerebbe obbligato a procedere a rettifiche di post, commenti e informazioni pubblicate, nel giro di 48 ore dalla richiesta di chiunque le ritenga non veritiere o lesive della propria reputazione; in caso contrario, scatterebbero sanzioni che significherebbero morte certa per la quasi totalità dei siti, gestiti in modo amatoriale e gratuito. Il DDL vorrebbe insomma equiparare i blog alle altre fonti di informazioni, il che è falso.ARGOMENTO SEMPLICE (?)
Otto milioni di italiani fanno un uso “attivo” della Rete (pubblicano e commentano su blog e Social Network, hanno pagine Web personali o scrivono sui forum di discussione): i dati emersi da una recente ricerca di laFeltrinelli.it ci dipingono come un popolo che fa un uso intenso e dinamico dei nuovi mezzi digitali. All’origine di questo boom c’è la voglia di esserci, di esprimersi e di confrontarsi, favorita dall’estrema semplicità raggiunta dalle applicazioni e dai programmi predisposti per la comunicazione su Internet.
Per capire meglio cosa ci sia dietro a questa “voglia di Web”, ci siamo rivolti a uno che ne sa molto sulla creazione di siti, avendone ideato uno proprio allo scopo di insegnare gratuitamente ad altri come fare. Gianni Crestani è un apprezzato esperto di informatica, che ha dapprima insegnato l’uso del computer nelle aule di una scuola serale di Verona, proseguendo poi la sua attività didattica on-line attraverso il frequentatissimo www.pcdazero.it (100.000 visite al mese con più di 500.000 pagine visualizzate). Sul sito si possono trovare centinaia di lezioni sull’uso di programmi e applicazioni, che si rivolgono – proprio come l’iniziativa di Famiglia Cristiana, Il computer di famiglia – sia a chi non ha mai messo mano su un computer e sia a chi vorrebbe imparare ad usarlo meglio.
– Quali sono i motivi che spingono la gente ad aprire un sito personale?
«Una persona crea delle pagine Web per esprimere la propria passione oppure, più semplicemente, per condividere con altri le proprie conoscenze ed esperienze. A volte si apre un sito personale per comunicare le proprie emozioni o per sfogarsi; Internet dà l’opportunità di condividerle col mondo intero. Pubblicare qualcosa di nostro nella Rete è come seminare dei doni che la vita ci ha riservato, mettendoli a disposizione di tutti. Sono troppo ottimista? Chissà, ma anche l’ottimismo è un dono da trasmettere. In questo modo il Web diventa una proiezione della nostra vita, dandoci la sensazione di prolungare ed ampliare la nostra esistenza».
– È davvero così difficile, come sembra dall’esterno, aprire uno spazio in Rete?
«Assolutamente no. È sufficiente usare la tastiera, il mouse e sapere navigare in Internet. Molti servizi danno la possibilità di creare un sito in pochi minuti senza conoscere nulla dei linguaggi di programmazione; praticamente è come scrivere e inserire immagini in un programma di elaborazione testi. Addirittura, appoggiandosi a queste facilissime interfacce, si riesce a creare dei siti con una grafica davvero spettacolare e migliore di chi, come me, crea un sito utilizzando esclusivamente codici e comandi inseriti “a mano”».
– È vero che i costi sono ridotti o, addirittura, inesistenti?
«Esattamente. Non solo è possibile creare il proprio sito e pubblicarlo nel Web in modo gratuito, ma esiste anche l’opportunità di guadagnare qualche euro. La differenza sostanziale tra un sito creato gratuitamente e uno a pagamento, sta nell’indirizzo per poterlo raggiungere; spendendo qualche decina di euro l’anno si ha il vantaggio di scegliere un nome – il dominio – breve e facilmente memorizzabile».
– Oggi la nuova frontiera è rappresentata dai blog: sono complessi da realizzare e da gestire?
«Scrivere su un blog è estremamente semplice. Anzi il mio consiglio è di iniziare proprio con questo tipo di pubblicazione, per essere subito presenti in Rete. Bastano meno di cinque minuti per registrarsi gratuitamente e scrivere il primo testo o, più correttamente, il primo post (qui alcune utili e semplici istruzioni). Quando incontro qualcosa di meraviglioso come lo può essere una poesia, una frase di un libro, una bella immagine o un video illuminante trovato in Rete, mi viene subito voglia di condividerlo con tutti e il blog offre proprio questa opportunità. Blogadazero è il mio piccolo diario aperto».
Qualcuno obietterà che questi milioni di “diari” on-line, rischiano di intasare
Questo articolo uscirà sul numero 4 della rivista Famiglia Cristiana.
Sui giornalisti di Famiglia Cristiana che hanno aperto un blog personale.
ARGOMENTO COMPLESSO (?)
All’interno del settimanale San Paolo - per il quale lavoro - qualcuno prova a essere presente su Internet. Siti personali poco e per nulla Web 2.0, vuoi per una limitata conoscenza tecnologica o, più probabilmente, per quella naturale diffidenza fra giornalismo e blogosfera. Non è ancora chiara, per chi viene “dalla carta”, l’utilità delle conversazioni in Rete, spesso ritenute soltanto una perdita di tempo e non si capisce il motivo per il quale si debba prestare il fianco ai commenti esterni.
Non è un segreto che la società editrice San Paolo abbia qualche problema a far quadrare il bilancio, in rosso da alcuni anni. Nell’ultimo piano di rilancio è previsto un forte impulso alla strategia sul Web. Non si conosce molto di questo progetto e così, per curiosità, ho voluto fare una piccola verifica personale, per monitorare il livello di utilizzo della Rete fra i miei colleghi giornalisti, che potrebbero e dovrebbero realizzare contenuti per il nuovo sito di Famiglia Cristiana.
Ho scritto un’e-mail a tutti i redattori, chiedendo se qualcuno avesse aperto un blog (o un sito assimilabile a esso) o se fosse eventualmente interessato ad aprirne uno. Qualcuno mi ha cortesemente risposto con un semplice no, altri hanno aggiunto che non ne vedono motivi per farlo e altri ancora si sono mostrati timidamente possibilisti. Ma passiamo ai “presenti”.
Giuseppe Altamore ha un sito, L’idroinquisitore, dedicato a una delle tematiche che segue con passione (L’acqua) e sulla quale ha scritto alcuni libri; il blog (giuseppealtamore.blogspot.com) è stato aperto e abbandonato e anche il sito, per la verità, è aggiornato sporadicamente.
Sempre su Blogspot c’è il blog di Francesco Anfossi, Giorni e nuvole, aperto da poco, dove sono pubblicati alcuni suoi pezzi su politica e società; in questi mesi si sta occupando molto delle vicende di Napoli e i suoi post - un po’ saltuari - riflettono questo suo attuale interesse.
Fulvio Scaglione, anzi, Fulvio Scaglione - Giornalista in omaggio al titolo del suo sito, è in Rete dall’ottobre 2007, ma solo da alcuni mesi ha preso ad aggiornarlo quasi quotidianamente con i pezzi che scrive; è un grande conoscitore di politica estera e pubblica i suoi articoli, oltre che su Famiglia Cristiana (della quale è anche vicedirettore), anche su altre testate.
Roberto Zichittella ha un blog (Atlantis) molto interessante, per la forma di linguaggio utilizzata (post brevi, uso di immagini molto belle e curiose, una buona dose di ironia…): un sito veramente piacevole.
La palma di maggiore attivista sul Web, va però a una donna, Emilia Patruno, che ha aperto numerosi siti e blog su vari argomenti, una persona che ha capito come muoversi nella Rete. È attiva su più fronti, ma il suo maggiore interesse riguarda il mondo delle carceri: contribuisce al portale Il Due - un Net-magazine da San Vittore, il primo sito Web scritto da detenuti (con un piccolo aiuto esterno) - e al relativo blog Liberi Dentro. Sempre in tema, sono in fase di avvio altri due blog Blindo a blindo e La fattoria di Al Cappone. Più a livello personale, scrive altri due blog: uno in ambito “culinario” (Scefs - Diario di bordo del mio palato), mentre il secondo (La Tangerina) contiene materiali e riflessioni più di carattere generale.
Beh, che dire a conclusione di questo post: i giornalisti di Famiglia Cristiana devono ancora farne di strada (compreso chi vi scrive), ma un piccolo passo è stato comunque fatto. Per iniziare una nuova strategia sul Web però, a livello di testata, occorrerebbe un po’ più di coraggio, da parte di tutti (giornalisti ed editore).
Le elezioni viste attraverso il "blog mobile video journalism" di Blogosfere e gli occhi di un attento osservatore, Sergio Maistrello.
ARGOMENTO COMPLESSO (?)
Blogosfere, il network di blog professionali d'informazione ha uno spazio dedicato alle elezioni 2008. La novità più interessante è l'introduzione del video in diretta sul blog, per documentare eventi, comizi e convention di carattere politico. Il primo appuntamento seguito è stata quella del Popolo della libertà al Palalido di Milano. Le riprese (effettuate tramite cellulare), dopo la diretta, rimangono disponibili sul sito, con la possibilità di essere linkati su altri blog copiando semplicemente un codice (come avviene su YouTube).
ARGOMENTO SEMPLICE (?)
C’è un mondo a parte, vicinissimo a noi. Non è là fuori, ma lì dentro, in quell’oggetto sulla nostra scrivania: il computer. Dopo averci strabiliato con la potenza di calcolo, oggi ci stupisce ancora una volta portandoci, attraverso Internet, tutte le informazioni che potremmo desiderare. Altri media – come quello che state leggendo – possono fare altrettanto, ma
Internet è nata una trentina di anni fa: all’inizio gli utenti vagavano con curiosità da un sito all’altro, come in un gigantesco parco di divertimenti (e qualcuno, purtroppo, continua considerarlo ancora oggi come tale). Poi si è capito che il nuovo mezzo di comunicazione era diverso, che l’utente, da un ruolo passivo, tipico degli altri mass-media, poteva diventare finalmente protagonista in uno spazio in Rete a disposizione di tutti. E così sono arrivati i blog, milioni di siti personali dove esprimere le proprie opinioni e confrontarle con quelle altrui. Sono nate comunità virtuali che favoriscono la comunicazione e l’incontro fra utenti legati da interessi comuni (i social network).
In Italia, un segno di questa importante realtà lo abbiamo avuto l’otto settembre: utilizzando unicamente il Web, Beppe Grillo ha organizzato il “V-day”, una manifestazione in più di 200 città italiane ed estere, che ha raccolto 350 mila firme a sostegno di una petizione contro la classe politica. L’evento, ignorato da giornali e televisioni nei tre mesi precedenti (quelli impiegati per l’organizzazione), ha catalizzato l’attenzione di tutti i media nei giorni successivi al “V-day”, provocando forti reazioni. Ma come è stato possibile?
«
Chi non conosce o non utilizza i nuovi strumenti è portato a giudicarli o a rifiutarli a priori; a prima vista i blog sembrano un cumulo di contenuti inconsistenti, di vuote conversazioni autoreferenziali, buone solo a dar sfogo all’ego di chi li scrive (i blogger) e di chi li legge (quasi sempre, altri blogger). Oltre ai contenuti senza valore, circolano nei blog informazioni interessanti che gli utenti leggono, criticano e diffondono suscitando migliaia di interventi, dai quali alla fine emergono tendenze e opinioni di un certo valore. Le notizie che giungono nei social network, sono ampliate, verificate e spesso corrette, fornendo un’informazione altrettanto autorevole – se non superiore – di quella proveniente dai canali tradizionali.
Difficile accettare questa realtà, soprattutto per gli addetti all’informazione, ma dai blog stanno nascendo nuovi modi di comunicare e nuove gerarchie basate su fiducia e reputazione (i due valori fondamentali per il successo di un blogger), che modificheranno il ciclo di creazione e di elaborazione delle notizie. Allo stesso modo, nel panorama politico, il dibattito si sposterà sempre più dal Palazzo, dai giornali e dalle televisioni alla Rete, verso una nuova forma di democrazia dal basso che i politici faranno bene a considerare.
Il caso americano è emblematico. Prima delle elezioni presidenziali del 2004, Howard Dean era un candidato alle primarie dei Democratici pressoché sconosciuto. Decise di iniziare la sua campagna attraverso un uso massiccio del Web, riuscendo addirittura a insidiare il primato degli altri candidati. Il suo successo ha portato a un ripensamento della macchina elettorale, tanto che, in vista delle Presidenziali del 2008,
In Italia, come sempre, siamo parecchio indietro. Oggi il più tecnologico dei nostri politici è Antonio Di Pietro, il primo segretario di partito ad aprire un blog, a postare video su Youtube e, addirittura, a organizzare su Second Life una conferenza stampa. Anche Clemente Mastella ha un blog personale, ma i commenti pungenti dei lettori gli stanno dando qualche grattacapo (soprattutto dopo l’infelice “viaggetto” al Gran Premio di Monza).
La novità portata dai blog rappresentano comunque il primo passo di un cambiamento, anche se risulta difficile prevederne gli sviluppi. Beppe Grillo pubblica quotidianamente sul blog i suoi anatemi contro il potente di turno, migliaia di persone li leggono e li commentano (alcuni anche in modo piuttosto violento). Molti si sono però posti il problema di cosa fare e si sono così formati spontaneamente dei gruppi di persone, nelle varie città italiane, che hanno deciso di portare avanti alcune istanze. Utilizzando Meetup – un sito americano che fornisce strumenti comunicativi a persone che condividono cause sociali e interessi – sono nati gli Amici di Beppe Grillo, che hanno realizzato il “V-day” e dai quali usciranno nomi per nuove liste civiche alle prossime elezioni amministrative. Probabilmente nemmeno Grillo si sarebbe mai immaginato di arrivare a tanto, quando ha aperto il suo blog!
I social network hanno portato una ventata di innovazione, di creatività e, soprattutto, trasmesso conoscenza, ma Grillo e la “V-generation” non sono altro che una piccola sfaccettatura di questa nuova e formidabile Grande Conversazione. Conviene ascoltarla.
Un ringraziamento particolare a Luca De Biase, Giuseppe Granieri e Massimo Mantellini per il loro involontario, ma illuminante contributo alla redazione di questo articolo, che uscirà sul prossimo numero di Famiglia Cristiana.