La Serie A riparte con le partite trasmesse sulle varie piattaforme. Sul satellite, Sky offre tutti i pacchetti per tre mesi (Hd compresa) a 49 €, dal quarto si può scegliere l’abbinamento Mondo-Calcio (43 € al mese), Mondo-Cinema-Calcio (56 €) o tutti i 4 pacchetti a 69 € mensili. Sul digitale terrestre, Mediaset Premium ha ritoccato ancora i prezzi all’insù (una tradizione ormai consolidata, vedi qui): 8 € a partita (2 in più rispetto al 2008) e 199 € per seguire tutte le partite di Juventus, Milan, Inter, Napoli, Roma o Lazio; Mediaset merita comunque un encomio per aver mantenuto il sistema delle tessere ricaricabili - un meccanismo funzionale, a mio giudizio, che lo scorso anno sembrava destinato allo smantellamento; si può sempre attivare però l’abbonamento Easy Pay, a 19,90 € al mese, per un anno - e per aver razionalizzato i tagli di ricarica, rendendo così possibile caricare sulla tessera il credito esatto per l’offerta che si desidera. ARGOMENTO SEMPLICE (?)
Nonostante le solite polemiche, legate alle solite minacce di iniziative eclatanti che hanno provocato il solito cancan mediatico, una buona notizia c’è: inizia il campionato di calcio di Serie A. Con l’anticipo Udinese-Palermo riprendono anche le trasmissioni in diretta delle partite sulle piattaforme digitali: terrestre, satellitare e Web. Se si esclude Mediaset Premium, non ci sono novità di rilievo per gli amanti del calcio in Tv.
ARGOMENTO FACILE (?)
Caro Michel,
ho appena letto il tuo accorato appello ai capi di governo europei, affinché salvino il calcio dalla «nefasta onnipresenza del denaro». Sono d’accordo con te e spero che il tuo messaggio sia recepito. È vero: il calcio è preda di interessi commerciali sfrenati e, spesso, noi appassionati siamo costretti a subire decisioni nelle quali il valore dello sport passa in secondo piano.
Durante gli ultimi Mondiali di calcio (che ci hanno visto addirittura vincitori), per la prima volta gli italiani non hanno potuto seguire tutte le partite del torneo, perché un canale satellitare si è impossessato dei diritti televisivi e le ha trasmesse a pagamento.
Ora la storia si sta per ripetere, purtroppo. Dopo essersi lasciata scappare i Mondiali 2006,
In Italia sono purtroppo frequenti queste brillanti soluzioni: scaricare sulla collettività gli oneri è diventato lo sport nazionale. Nessuno intende fare sacrifici. Se il calcio costa troppo, guai a proporre una riduzione delle spese. Meglio privare milioni di italiani di un evento così importante.
Se veramente ti importa che lo sport conservi una supremazia morale sul denaro, caro Michel, potresti dimostrarlo in concreto. Il contratto che regola la trasmissione delle partite per il prossimo Europeo, siglato tra Uefa e Rai, non permette subappalti.
Contro la nefasta onnipresenza del denaro, dovreste rigettare questa vergognosa richiesta che provocherà l’oscuramento di una parte degli Europei qui in Italia, oscurando anche i valori morali per cui ti stai battendo in prima persona e che stanno a cuore anche a tutti noi italiani.
Ho spedito questo messaggio via mail all’indirizzo info@uefa.com
Se condividete la mia preoccupazione e lo ritenete opportuno, fatelo anche voi!